IL CONTENZIOSO ODONTOIATRICO

IL CONTENZIOSO ODONTOIATRICO: UNA “PATOLOGIA” IN AUMENTO.
Si è registrato negli ultimi tempi in campo odontoiatrico un aumento di pazienti insoddisfatti che spesso portano a liti giudiziarie.

Il contenzioso odontoiatrico si colloca nel più ampio problema del contenzioso medico in generale, ma con delle caratteristiche particolari che ne causano un aumento progressivo. Come quello medico anche il contenzioso odontoiatrico risponde allo stimolo di molti fattori.



Ad es. i mass-media spesso danno una visione nozionistica della patologia e della terapia, attraverso inchieste e servizi interessati o sollecitati da professionisti o addirittura da strutture sanitarie e mettono in evidenza principalmente l’aspetto scandalistico della malpratica medica.

Altro motivo rilevante è costituito da pretese risarcitorie da parte di pazienti (a volte al limite del ricatto) istigati dal loro legale che ha ovviamente interesse a farlo, o peggio ancora da altri sanitari che fanno a volte valutazioni errate ed esagerate presumendo un intervento assicurativo.

Altro aspetto da considerare è la mancanza di un organo, in seno alle associazioni professionali spesso inermi di fronte al problema che il sanitario associato deve affrontare e che possa intervenire nella vertenza proponendosi come mediatore della controversia evitando quindi l’inizio di un iter giuridico. Anzi in questi casi, spesso intervengono e con sempre maggiore aggressività le associazioni per i diritti del malato che si atteggiano sempre di più a “tribunali”.

Stabilire la responsabilità professionale del medico richiede grande qualità interpretativa e delicatezza non esistendo una giurisprudenza univoca e consolidata. Proprio questa mancanza, porta a valutazioni le più diversificate e giudizi estremamente severi verso il sanitario più di quanto possano esserlo verso altri professionisti. Tutto ciò è giustificato dai giudici in quanto il medico è tenuto alla salvaguardia della salute dell’individuo , come sancito dall’art. 32 della costituzione ed in virtù del quale l’odontoiatra può effettuare manovre anche cruente sul paziente, e pertanto deve possedere una competenza ed una attenzione maggiore di quella richiesta ad altre figure professionali.

I fattori che influenzano il contenzioso sono da ricercare in una sempre più diffusa presa di coscienza da parte del paziente della tutela della salute che hanno portato ad una crescita della richiesta di cure che unita alla consapevolezza del progresso tecnico scientifico ha portato ad un obbligo di risultato certo, garantito e conseguentemente alla riduzione della possibilità di giustificazioni da parte dell’operatore sanitario. Inoltre l’orientamento giuridico attuale è rivolto a considerare il paziente la parte debole nel rapporto medico- paziente e quindi da tutelare in modo molto più ampio che in passato.

In questo contesto si colloca l’aumento del contenzioso odontoiatrico con caratteristiche proprie della Odontoiatria. L’Odontoiatria appartiene all’area medico-chirurgica nella quale è più facile, rispetto ad altre branche della medicina, dimostrare il nesso causale tra il danno e l’operato del professionista, ciò perché la prestazione odontoiatrica avviene su tessuti duri con la realizzazione di manufatti protesici e l’eventuale errore, rimanendo nel tempo, può essere più facilmente individuato a posteriori. Gli interventi odontoiatrici oggi sono richiesti sempre più come prestazioni di elezione, non indispensabili, spesso come estetici di lusso e quindi a valenza commerciale non indifferente considerando che la maggior parte degli interventi viene svolta in ambito privato.

Questi presupposti portano ad un obbligo di risultato e di conseguenza ad un aumento di responsabilità del dentista inteso non solo come complicanza peggiorativa della salute del paziente ma anche semplicemente come insoddisfacente risultato raggiunto.

Il contenzioso odontoiatrico è inquadrabile come illecito civile inteso come violazione degli accordi presi con il professionista. L’illecito penale è più una eccezione anche se si sta registrando un preoccupante aumento dei processi penali ipotizzando anche in campo odontoiatrico il delitto di lesioni personali colpose. Un dato di fatto è che il 90% dei procedimenti contro odontoiatri hanno dimostrato una colpa a carico dell’operatore, e per la maggior parte di questi il risultato era scontato in partenza a sfavore del sanitario. Solo una piccolissima parte quindi vede il dentista assolto. In Italia il contenzioso odontoiatrico era solo cinque anni fa intorno al 4 % rispetto al numero dei dentisti, e presentava un rapporto di 3 a 1 rispetto ai contenziosi medici, attualmente non vi sono dati attendibili, ma è certo che il contenzioso è in continuo aumento.

In conclusione è auspicabile che da più parti venga l’impegno a prevenire il contenzioso.

Questo può essere fatto creando nel professionista odontoiatra una maggiore coscienza della realtà in cui è chiamato ad operare, sempre più densa di responsabilità, osservando delle semplici regole di comportamento evitando anzi di incentivare il contenzioso al solo scopo di accaparrare il paziente per colmare il posto vuoto in poltrona. La maggior parte dei contenziosi potrebbero essere evitati rispettando il codice deontologico ed ancor più con un po’ di buonsenso e umiltà ascoltando e trattando il paziente con la giusta dignità che merita. E’ opportuno che si istituiscano dei corsi di aggiornamento per dare a tutti gli odontoiatri una preparazione medico legale adeguata.

Sarebbe opportuno che l’Ordine dei Medici istituisse una commissione di conciliazione per facilitare la risoluzione della controversia in modo stragiudiziale, promovendo corsi di formazione, controllando più energicamente il rispetto delle norme deontologiche e diffondendo delle linee guida di operatività e comportamentali.