Un nuovo modo di curare i denti



La richiesta di cure odontoiatriche ha subìto negli ultimi tempi una evoluzione che va di pari passo allo sviluppo tecnologico. Sempre più di frequente i pazienti vanno dal dentista e richiedono cure precise pretendendo l’uso di strumenti sempre più sofisticati, secondo le ultime novità pubblicizzate dai mass-media. Tra questi, sempre di più viene richiesto l’uso del laser. Oggi i pazienti si accomodano sulla poltrona consapevoli che il dentista può trattare la carie senza usare il “fantomatico terribile trapano”, strumento il cui rumore, al solo sentirlo evoca nei più, la paura del dolore.

Vi sono diversi tipi di laser impiegati in odontoiatria, ma i più frequentemente usati sono il laser ad erbio di lunghezza d’onda 2940 nm che ha una alta affinità per l’acqua e per l’idrossiapatite e quindi si può usare sui tessuti duri del dente. Questo laser consente di curare la carie in quanto riesce a rimuovere la dentina rammollita ed agendo sullo smalto possiamo preparare la cavità per l’otturazione. Il tessuto cariato è ricco di acqua ed è per questo che viene usato il laser ad erbio che ha appunto alta affinità per questa molecola.

Questo laser agisce creando delle microesplosioni che per effetto della pressione liberata, rimuovono il tessuto danneggiato, con un effetto meccanico, senza alterare perciò il tessuto sano, anzi, non avendo un potere penetrante il laser ad erbio rimuove solo gli strati superficiali (spesso non è necessario fare l’anestesia). E’ considerato un laser freddo perché l’energia termica sull’acqua causa la repentina evaporazione e lo spray di aria di cui è provvisto il laser rimuove il tessuto cariato. Studi effettuati con metodiche particolari hanno dimostrato che la temperatura a cui viene sottoposto un dente trattato con il laser ad erbio si innalza di 1-2 gradi soltanto rispetto ai 3-4 di una turbina con acqua di raffreddamento ed ai 14-15 se viene utilizzata senza spray di raffreddamento, questo consente di non fondere lo smalto ma anzi di creare una superficie mordenzata che aumenta l’adesività per i materiali usati per l’otturazione, ed oggi vengono sempre più richiesti materiali estetici anche per le otturazioni sui denti posteriori dove non sarebbe preminente una esigenza estetica .

Il laser ad erbio è quindi uno strumento che aiuta il dentista nella terapia conservativa, non può essere usato per rimuovere le vecchie otturazioni in amalgama d’argento o in ceramica o in oro, non può essere utilizzato in endodonzia perlomeno fino a quando non sarà realizzata una fibra sottile da penetrare dentro il canale, non è opportuno utilizzarlo in chirurgia poiché provoca un taglio grosso e sanguinolento, ma per queste esigenze vi sono altri laser che sono usati con risultati veramente eccezionali come il laser al neodimio o il laser a co2 o i laser a diodi..

Il laser neodimio Yag ha una lunghezza d’onda di 1064nm, utilizza per veicolare la luce delle fibre sottili (200 – 320 – 600 –900 micron) che ne consentono l’uso in endodonzia, in parodontologia e chirurgia. Può essere utilizzato in modalità continua o pulsata a seconda della frequenza degli impulsi emessi, ciò permette di dosare l’accumulo di calore nei tessuti, quest’ultima è la modalità usata di solito in odontoiatria. In questa modalità tra un impulso e l’altro c’è un tempo di rilassamento termico che impedisce alle fibre nocicettive di essere stimolate, e quindi non viene percepito il dolore.

In endodonzia il laser a neodimio consente di penetrare dentro il canale radicolare ed effettuare la completa sterilizzazione del canale in quanto la luce irradiata, muovendo la fibra in senso rotatorio dall’apice verso la corona, penetra anche nei canalicoli laterali prevenendo così le recidive dovute alla presenza di batteri difficilmente eliminabili con i sistemi convenzionali. Utilissimo nel trattamento delle tasche parodontali dove introducendo la fibra fino al fondo si possono trattare queste parodontopatie senza ricorrere ad un intervento chirurgico spesso demolitivo. Altra peculiarità del neodimio è quella di poter eseguire interventi chirurgici senza sanguinamento della ferita, ad esempio si possono effettuare frenulectomie senza anestesia, senza punti di sutura e senza terapia antibiotica. Alcune carie per essere curate necessitano una gengivectomia che effettuata con il laser, e non provocando sanguinamento, consente di procedere subito alla otturazione. Allo stesso modo si procede per un allungamento di corona e per altri interventi del genere.

Infine è da ricordare il potere di stimolazione che il laser esercita sui tessuti per cui si ha una guarigione più veloce senza cicatrici ed influenzando il microcircolo riduce l’edema post-operatorio.

Un altro tipo di laser usato in odontoiatria è quello ad anidride carbonica,(lunghezza d’onda 9600 e 10600 nm) presenta un assorbimento nell’acqua e nell’idrossiapatite ma per l’elevato effetto termico non può essere utilizzato nella terapia conservativa in quanto provoca disidratazione e microfratture dello smalto. Il suo uso elettivo è in chirurgia per il taglio rapido,preciso ed emostatico. Infine i laser a diodi sono in aumento per le loro caratteristiche di basso costo e trasportabilità. Sono utilizzati per lo più in chirurgia essendo la loro azione sovrapponibile a quella del neodimio, ma soprattutto come soft-laser, biostimolanti nel trattamento del dolore e nella guarigione delle ferite.